INTERVISTE

La Nazionale Italiana: riflesso dell’immigrazione italiana ottocentesca in Argentina

La storia dell’emigrazione italiana tra il 1800 e 1900 accomuna il nostro paese con altri stati in particolare Brasile, Stati Uniti e Argentina. In circa un secolo si assistette alla nascita di una nazione fuori dalla nazione, visti i flussi migratori che dall’Italia portarono molti antenati a “fare l’America” salpando per questi luoghi lontani. L’Argentina, e nel suo piccolo Buenos Aires, nel quotidiano, nella storia e nelle arti, sono una sorta di fotografia della presenza italiana nel paese a quei tempi. Premessa necessaria per comprendere il contesto in cui fu fondata anche la Società Nazionale Italiana di Buenos Aires.

Da itBuenosaires ancora una volta abbiamo deciso di condividere con voi dei ricordi preziosi che sono parte della memoria nazionale oltre i confini. Mi ha ricevuta presso la sede del bellissimo edificio l’attuale Presidente di quella che oggi è un’associazione di promozione culturale, il Dr. Marcelo Pacifico. Chiacchiera con me e mi accompagna tra saloni e corridoi, aiutandomi a ricostruire una storia non così lontana ed osservare con mano le tracce lasciate dai miei predecessori in questa terra.

Alcune riflessioni preliminari

Salone Nazionale italiana Buenos Aires

Salone principale sito a piano terra. Tra i vari dipinti di altri sovrani e presidenti dell’Associazione vi è il ritratto di S. M. Umberto I, figlio del primo Re d’Italia. PH: Marta Potenza

Dapprima arrivarono dalle regioni povere del Nord Italia ed erano veneti, liguri, lombardi e friulani e poi, specialmente nei periodi postbellici, giunsero pure i meridionali. La differenza, fra quegli italiani arrivati nel paese a metà del 1800 e i successivi, stava anche nell’estrazione sociale. In effetti tra i primi vi erano spesso anche intellettuali e filantropi che si auto esiliavano per via del contesto politico nazionale. Ricordiamo in effetti i tanti rivoluzionari di ispirazione repubblicana e persino anarchici che proprio a Buenos Aires avevano costituito una serie di circoli anti-monarchici o comunque filo-repubblicani.

Primo fra tutti proprio Unione e Benevolenza (a cui abbiamo già dedicato un articolo), circolo massone di cui fece parte lo stesso Garibaldi. E proprio tra le fila di questo primo circolo si trovavano alcuni soci che in realtà non erano completamente d’accordo con le idee repubblicane e piuttosto sostenevano ferventemente il Re. Il pomo della discordia fu una bandiera, simbolo dell’associazione di  mutuo soccorso UyB, che portò ad un’aspra scissione. Infatti, circa la necessità di incorporare anche il vessillo monarchico o meno, i repubblicani votarono per l’assenza della corona. Fu così che quei soci decisero all’unanimità di abbandonare il circolo nel quale non sentivano rispettati i propri ideali e, il 25 marzo 1861, diedero vita alla Nazionale Italiana.

L’Associazione di Mutuo Soccorso che detiene un primato “quasi” assoluto

Targa commemorazione nazionale italiana

Una delle targhe commemorative che decorano i corridoi della Nazionale, ricevuta in dono dagli ex alunni in occasione del 50° anniversario.

La Società Nazionale Italiana fu fondata, ancora una volta, con lo spirito di aiutare e sostenere i connazionali che continuavano ad arrivare in Argentina e non sempre facevano fortuna. Per questa ragione in circa 20 anni di attività nella prima sede sostennero in maniera morale e materiale gli italiani più bisognosi. Appoggiarono la costruzione dell’Ospedale Italiano, offrirono corsi di alfabetizzazione e successivamente, stando ai loro archivi, fondarono quella che è ritenuta la prima scuola italiana del Sud America. Un primato che sembra essere confermato anche da una serie di onorificenze ricevute in varie occasioni ma è disputato con Unione e Benevolenza. Non essendo di nostra incombenza risolvere la questione possiamo soltanto limitarci ad apprezzare in ogni caso la rilevanza della creazione di istituzioni educative bilingue sin dai primi anni del periodo post-unitario da parte di entrambe le associazioni.

Milonga, cultura e buon mangiare

Come d’usanza a quei tempi, la maggior parte delle associazioni avevano un proprio salone per eventi che era sinonimo del proprio prestigio. Certamente anche la Società Nazionale Italiana ne ha uno molto bello al primo piano dell’edificio. Si tratta di un salone oggi famoso tra le milongas cittadine del mercoledì, tanto da essere menzionato persino nella guida porteña dei saloni di tango. Tra le altre attività rilevanti la Nazionale offre certamente corsi di lingua italiana, ha uno sportello per il disbrigo di pratiche burocratiche e ospita una serie di club culturali. Gli amanti dell’opera o del tango si ritrovano spesso qui. Possiede una piccola e ben curata biblioteca e diversi saloni che conservano dipinti e preziosi libri degli ex alunni. Sulle pareti è possibile osservare innumerevoli premi esposti nelle varie sale ricevuti da questi ultimi.

Infine, attraversato l’atrio principale del pianterreno, una piccola porta si apre su un corridoio che sembra riprodurre una stradina di un paesello del sud Italia. Su un’insegna si legge ristorante e dalla porta a vetri si accede al nascosto ma rinomato salone di Maria Fedele. Ospitato da poco nella sede della Nazionale, gestito dai figli di un’emigrante calabrese d’altri tempi, offre la possibilità di sedersi a tavola e degustare un menu “a portate”. Non è permesso scegliere i piatti ma solo le bibite. Si tratta di pietanze fresche che cambiano ogni giorno, più “assaggi” per portata che ricordano molto la cucina italiana classica così come l’arredamento. Prezzi ottimi e buon cibo, prenotazione obbligatoria ma pagamento solo in contanti e un consiglio spassionato: essendo aperto solo a cena fate pure digiuno a pranzo!

Indirizzo: Adolfo Alsina 1465, CABA

salone di Maria Fedele

Marta_Potenza

Autore: Marta_Potenza

Di origini lucane, laurea in Cooperazione e Sviluppo e Master in RRII e Studi Europei. Ha trascorso gli ultimi 12 anni in giro tra Sud America, Europa e Medio Oriente. Poliglotta, iperattiva, fanatica della multiculturalità, per incontrarla a Buenos Aires bisogna inseguirla fra il suo lavoro all’UNIBO, i laboratori di cultura italiana all’UniFlores e all’Associazione Toscana, le attività di coordinamento di ItaliaChe di cui è co-fondatrice, la redazione di Radio Italia Tricolore e le tante altre cose, tra amici italiani, argentini e non solo!

La Nazionale Italiana: riflesso dell’immigrazione italiana ottocentesca in Argentina ultima modifica: 2018-02-12T15:10:30+00:00 da Marta_Potenza

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