INTERVISTE

La FACA: gli ultimi calabresi e i nuovi discendenti

La comunità calabrese in Argentina è tra le rappresentanze regionali più numerose. I calabresi, sono arrivati qui per lo più con la seconda grande ondata migratoria del dopoguerra. Come successo per altre comunità regionali, si raggruppavano in nome di santi, paesi e province di provenienza. La prima associazione calabrese fu la Cuor Buorum di Corigliano Calabro, nata nel 1927. Si fuse con altre due associazioni e confluì nella Asociación Calabresa de Buenos Aires,  che quest’anno celebra ben 90 anni!

L’associazionismo calabrese in Argentina

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Uno degli uffici della FACA. Photo credit: Marta Potenza

In questo contesto in alcuni casi si osservò persino lo sdoppiamento di associazioni dello stesso paesino o in onore allo stesso santo. La crescita a dismisura dell’associazionismo calabrese rese necessaria la creazione di un organo di coordinamento. Così nel 1974 nacque la FACA, Federazione delle Associazioni Calabresi dell’Argentina, che quest’anno compie 44 anni. Oggi associa ben 75 organismi e si stima che vi siano circa 30 mila soci. Dopo alti e bassi negli ultimi anni è in una fase di rinascita e grandi cambiamenti. Sta cercando di incontrare la giusta sinergia tra tradizione calabrese e apertura al dialogo interculturale. 

Vecchie tradizioni che si aprono a nuove culture…

L’associazionismo regionale del novecento in Argentina ha rappresentato un grande meccanismo per la conservazione del patrimonio etnico e culturale italiano. Il susseguirsi di generazioni di discendenti ha però determinato molti cambiamenti nella vita associativa. I figli di italiani nati in Argentina, e poi i nipoti e pronipoti, pur sentendo un legame con l’Italia sono argentini. Questa transizione ha dato vita ad altre forme di italianità: nuove, ibride, interculturali e intergenerazionali.  La FACA ha colto l’aspetto  positivo di questo passaggio da calabresi a discendenti. Cosí è nata un’iniziativa chiamata Nuove Generazioni.

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Biblioteca Ernesto Sabato, sede FACA. Photo credit: Marta Potenza

A partire dal 2003 con la prima presidenza di Franco Fiumara si assiste ad un graduale cambio nella visione dell’istituzione. Dallo scorso agosto il nuovo presidente è Julio Croci, che è oltretutto Direttore Nazionale della Segreteria per il pluralismo e l’intercultura dell’attuale governo. Julio è il secondo italo-argentino a ricoprire questo incarico nella FACA e segue l’orientamento intrapreso da Fiumara. Anche lui è promotore e protagonista di alcuni cambiamenti indispensabili per la sopravvivenza di associazioni di questo tipo nell’Argentina contemporanea. Per lui l’italianità e la “calabresità” devono stare al passo con i tempi per continuare ad esistere. La sua visione in materia si ispira ai principi del multiculturalismo e dell’intercultura, promuovendo dialogo e apertura con altre comunità migranti.

I nuovi progetti della FACA

Questo ha acceso dibattito interno e intergenerazionale che peró  sta dando i suoi frutti. Tra le iniziative si annovera la collaborazione con università calabresi, attraverso borse di studio per giovani italo-argentini che partecipano in summer schools in Italia. Da circa due anni la FACA è partner di Agisco per l’accoglienza di giovani volontari del servizio civile all’estero. È nata l’Accademia del Peperoncino di Buenos Aires dove si organizzano eventi in nome di un’italianità “tramandata” che sa mischiare ricordi con una rivisitazione dell’identità calabrese. Ma soprattutto si cerca di andare oltre la ricerca di “un’identità calabrese pura“, che dopo 4 generazioni ormai non esiste più a Buenos Aires.

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Mostra sull’emigrazione calabrese nel piccolo museo sull’emigrazione allestito nella sede della FACA. Photo credit: Marta Potenza

In tal senso gli pare esemplare l’attività svolta dall’Associazione delle donne calabresi di cooperazione con altre comunità migranti. In effetti restare legati solo alle tradizioni e chiudersi non sembra più l’ideale in un paese che dal punto di vista etnico è in continuo cambiamento. Racconta anche di come l’iniziativa nata come Nuove Generazioni Calabresi si sia aperta alle nuove generazioni di italo-argentine in generale. Mi dice che, inoltre, accolgono molte iniziative e collaborano anche con tante associazioni di diverso stampo, mettendo a disposizione gli spazi della loro grande sede sita in Av. Hipólito Yrigoyen 3950. Una grande casa di tre piani con saloni, uffici, un piccolo museo e una biblioteca.

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Mostra sull’emigrazione calabrese nel piccolo museo sull’emigrazione allestito nella sede della FACA. Photo credit: Marta Potenza

L’importanza della migrazione calabrese

La visione della FACA non pone vincoli all’attività delle associazioni ma serve da supporto e orientamento. Cerca di coordinare e unire gli spiriti e le differenze. In tale senso ha contribuito negli ultimi anni a creare un clima di maggiore unità tra le associazioni. Una delle iniziative più rilevanti nata dalla cooperazione è certamente il lavoro svolto per l’istituzione della Giornata dell’Emigrazione Calabrese nel Mondo.

Una battaglia intrapresa a partire dal 2009 da Irma Rizzuti, prima donna ad aver presieduto l’Asociacion Calabresa de Buenos Aires. L’epilogo della sua lotta è sfociato nella promulgazione di una legge della Regione Calabria nel 2012 che ha effettivamente riconosciuto il 2 aprile come giorno in cui celebrare la cultura ed i valori dell’identità calabrese. Da allora anche a Buenos Aires ogni anni si assiste all’evento Buenos Aires Celebra Calabria, unica variante regionale delle celebrazioni in onore a comunità migranti del paese. Un evento che richiama circa ventimila partecipanti che accorrono per ricordare chi ha contribuito allo sviluppo dell’Argentina nei decenni passati.

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Autore: Marta_Potenza

Di origini lucane, laurea in Cooperazione e Sviluppo e Master in RRII e Studi Europei. Ha trascorso gli ultimi 12 anni in giro tra Sud America, Europa e Medio Oriente. Poliglotta, iperattiva, fanatica della multiculturalità, per incontrarla a Buenos Aires bisogna inseguirla fra il suo lavoro all’UNIBO, i laboratori di cultura italiana all’UniFlores e all’Associazione Toscana, le attività di coordinamento di ItaliaChe di cui è co-fondatrice, la redazione di Radio Italia Tricolore e le tante altre cose, tra amici italiani, argentini e non solo!

La FACA: gli ultimi calabresi e i nuovi discendenti ultima modifica: 2017-11-03T12:45:49+00:00 da Marta_Potenza

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