ARTE E CULTURA

Cartoline dal passato: la Società Unione Operai e la Società Italia Unita

La Società Unione Operai Italiani e la Società Italia Unita sono due pezzi di storia degli italiani di Buenos Aires. Si tratta di due associazioni storiche della nostra comunità sorte negli anni ’70 del XIX secolo. Oggi entrambe le associazioni sono scomparse ma restano le loro sedi che, però, versano in stato di degrado.

Nel 1874, periodo fiorente per l’associazionismo italiano in Argentina, fu costruito il palazzotto che ospitava la Società Unione Operai Italiani in Calle Sarmiento 1374. Alla scomparsa dell’associazione hanno fatto seguito una serie di avvenimenti che hanno intaccato l’edificio ed i suoi interni. Quest’opera d’arte, in stile Liberty, dell’architetto Colombo è stata acquisita pochi anni fa da Scientology. Destino altrettanto amaro è toccato al Palazzo Rossini sede della vecchia Società Italia Unita, realizzato integralmente con materiali portati dall’Italia nel 1878 e sito in Calle Peròn 2535.

La Società Unione Operai Italiani: un po’ di storia…

La Società Unione Operai Italiani fu fondata nel 1874 da un gruppo di anarchici. In maniera simile a quanto era già avvenuto con i monarchici che lasciando Unione e Benevolenza avevano fondato la Nazionale Italiana, anche questi dissidenti crearono la propria associazione. Oltre ad offrire assistenza, la Società Unione Operai Italiani, possedeva uno stupendo salone in cui si festeggiavano compleanni, matrimoni e quant’altro. Mentre all’ultimo piano di quest’edificio offriva in fitto stanze per i nuovi arrivati fino a quando non avessero trovato una sistemazione migliore. Inoltre l’associazione, insieme a UyB, ebbe il merito di fondare e gestire la prima scuola femminile del paese, ragion per cui molti degli spazi erano adibiti ad aule.

Emblema dell’opera dell’Architetto Colombo a Buenos Aires

Virginio Colombo, di origine Milanese, è ritenuto l’autore di questa stupenda costruzione in perfetto style liberty italiano. Sebbene ebbe il compito di rimodernare la facciata intorno al 1913 sembra certa pure la versione secondo cui l’intera costruzione sia stata progettata da lui. La realizzazione della facciata era stata poi affidata all’impresa di costruzioni di Davide Graffigna.  Oggi purtroppo si presenta come un palazzo sventrato, crollato e mangiato dalle erbacce dal quale sono stati portati via materiali preziosi.

Per fortuna, però, una serie di leggi di protezione del patrimonio architettonico proteggono la costruzione e proprio il riconoscimento dell’opera di Colombo a Buenos Aires potrebbe produrre risvolti positivi. Una serie di movimenti di abitanti del quartiere e di associazioni di tutela del patrimonio storico di Buenos Aires sostengono e reclamano il recupero dell’edificio. Nella speranza che l’incuria della modernità non portino a ulteriori e definitivi crolli del palazzo ci auguriamo che i lavori inizino al più presto.

La Società Italia Unita e il Palazzo Rossini in passato

Facciata del Palazzo Rossini

Facciata del Palazzo Rossini, antica sede della Società Italia Unita, oggi in stato di abbandono. PH: Marta Potenza

A differenza di molte altre associazioni pure scomparse, si riesce a reperire ben poco in merito a quella che fu la Società Italia Unita che aveva sede in calle Cangallo (oggi ribattezzata Juan Domingo Peròn) 2535. Si sa per certo che offriva assistenza ai più bisognosi oltre ad essere luogo di diffusione della nostra cultura. Agli inizi del ‘900 una compagnia teatrale chiamata “L’Operetti” decise di fare di questo edificio la propria casa, per via dell’acustica del salone teatro. Col passare degli anni artisti di ogni genere iniziarono ad esibirsi in quello che fu intitolato Palazzo Rossini in onore al compositore italiano.

Coloro che hanno avuto la possibilità di visitarlo fino a quando pochi anni fa era una famosa milonga del quartiere Once ricorderanno l’ampio ingresso costellato di targhe e decorazioni. In effetti, pare che il Palazzo Rossini, nei primi decenni del ‘900 raggiunse la sua massima fama dopo che nel 1916 si creò la Milonga Italia Unita. E questo palazzotto del tardo Ottocento iniziò ad essere onorato dalla presenza dei grandi nomi del tango come Troilo e lo stesso Gardel.

 Il recupero, il riconoscimento storico e la nuova decadenza dei  giorni nostri

Società Italia Unita Sabor a Tango

Sito internet dopo la riapertura del Palazzo Rossini nel 2004 come Sabor a tango.

Nel 2004, dopo aver versato in stato di abbandono per molti anni, grazie alla volontà di alcuni imprenditori argentini si riuscì a dare nuova vita alla sede dell’antica Società Italia Unita. Il Palazzo Rossini della calle Peròn riaprì le sue porte in una nuova veste, diventando Sabor a Tango. Un luogo in cui era possibile assistere a spettacoli di tango e di folklore meno commerciali rispetto all’offerta generale della città.

Nel 2011 il Governo della Città di Buenos Aires inserì l’edificio nella lista dei monumenti storici riconoscendone il valore e l’importanza per il patrimonio cittadino. Purtroppo, però, il quartiere Once non è certamente tra i più turistici e neppure tra i più sicuri quando scende la sera. E molto probabilmente questo ha inciso sull’affluenza di pubblico che ha portato alla decisione di chiudere nuovamente le porte dell’edificio nell’anno 2014.

La nostra speranza è che il riconoscimento a sito storico della città sia una ragione abbastanza valida per salvare un edificio che quest’anno compie ben 140 da possibili demolizioni. Ma soprattutto ci auguriamo che Palazzo Rossini prima o poi possa tornare a vedere la meritata gloria e spalanchi nuovamente le sue porte solo come luogo di musica e cultura.

Per chi fosse interessato segnaliamo un servizio televisivo realizzato in occasione del riconoscimento di Palazzo Rossini come sito storico della Città di Buenos Aires.

In copertina facciata della sede della Società Unione Operai Italiani oggi. PH: Marta Potenza

Marta_Potenza

Autore: Marta_Potenza

Di origini lucane, laurea in Cooperazione e Sviluppo e Master in RRII e Studi Europei. Ha trascorso gli ultimi 12 anni in giro tra Sud America, Europa e Medio Oriente. Poliglotta, iperattiva, fanatica della multiculturalità, per incontrarla a Buenos Aires bisogna inseguirla fra il suo lavoro all’UNIBO, i laboratori di cultura italiana all’UniFlores e all’Associazione Toscana, le attività di coordinamento di ItaliaChe di cui è co-fondatrice, la redazione di Radio Italia Tricolore e le tante altre cose, tra amici italiani, argentini e non solo!

Cartoline dal passato: la Società Unione Operai e la Società Italia Unita ultima modifica: 2018-02-21T14:38:09+00:00 da Marta_Potenza

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