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LIA: Laboratorio di Idee Italia-Argentina

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Il Laboratorio di Idee Italia-Argentina (LIA) è un centro di riflessione intellettuale. Si tratta di uno spazio nato nel 2015 che lavora in coordinazione con l’Ambasciata di Italia in Argentina e che va avanti grazie a dei volontari che donano il loro tempo. Anche se è un’associazione, ha tutte le caratteristiche di un think-tank (“serbatoio di pensiero” in inglese). Tutti i suoi membri possiedono un fortissimo rapporto con l’Italia. Alcuni sono discendenti di italiani. Altri hanno avuto delle esperienze di studio in Italia, oppure hanno partecipato alle diverse associazioni italiane tradizionali.

Il LIA partecipa agli eventi culturali.

Il gruppo in Ambasciata. PhotoCredit: LIA.

Perché creare uno spazio come il LIA?

“Gli argentini che hanno radici italiane e che fanno parte di questo Laboratorio hanno voluto creare questo spazio insieme ai nativi che hanno scelto il nostro paese per lavorare, per studiare o semplicemente per formare una famiglia. Si tratta di un luogo che permette di riflettere sui rapporti tra l’Argentina e l’Italia. E di rafforzare questo legame, attraverso la scoperta, lo sviluppo e il dibattito delle idee che sono state utili in tutti e due i paesi da una prospettiva multidisciplinare.” A spiegarlo è María Inés RB Tarelli, Coordinatrice del Laboratorio.

Chi fa parte di questo gruppo?

Ci sono molti professionisti: avvocati, economisti, psicologi, sociologi, accademici, scientifici, artisti, ecc. “Ciò che facciamo tutti insieme è lavorare divisi in progetti, prendendo come spunto le idee che sono state positive sia in Italia che in Argentina”, racconta María Inés. Al LIA si lavora in modo indipendente. Si fa una scelta dei temi e ogni gruppo se ne occupa di uno in maniera autonoma. Spesso l’Ambasciata italiana offre loro sia l’infrastruttura necessaria, sia la diffusione per i loro progetti. Anche l’Instituto di Cultura ed il Ministero di Affari Esteri di Italia hanno collaborato in certe occasioni con il finanziamento.

Il Laboratorio di Idee al servizio della comunità italiana in Argentina.

Tutti gli anni il LIA organizza un evento differente che non abbia a che vedere con le discipline e con le aree sulle quali hanno lavorato. Il primo anno si è fatto un laboratorio d’arte presso l’Istituto Italiano di Cultura. L’anno seguente hanno coordinato un laboratorio di poesia. PhotoCredit: LIA.

Come vi distribuite il lavoro?

“Ci riuniamo spesso, e ci organizziamo in gruppi. Io e Nicolás Debernardi siamo l’incaricati di coordinare tutti i gruppi. C’è anche un piccolo consiglio composto da un sociologo ed un economista”, indica María Inés. Il primo progetto nel quale hanno lavorato è stato l’inchiesta EPICA, uno studio sociodemografico il cui obiettivo fu quello di studiare i profili degli emigrati italiani che sono arrivati in Argentina per restarci. Un altro progetto del LIA è stato quello sull’assenza della Banca Italiana in Argentina per più di dieci anni consecutivi.

Il neo progetto

Adesso stanno lavorando sugli spin-off che funzionano in Italia come progetti di collegamento tecnologico fra le università ed il mercato privato. Si tratta di agenzie che nascono all’interno delle università come delle incubatrici che però riescono a inserirsi nel mercato privato. Le università concedono a loro gli stabilimenti, la conoscenza e gli sviluppi tecnologici. L’Italia in questo senso è un modello: l’Università di Camerino, di Padova, di Pavia, di Bologna e la Sapienza, fra altre, sono alcuni degli esempi. “Abbiamo fatto una specie di accordo con l’Universidad Nacional de La Plata per creare uno spin-off imitando il modello italiano”, racconta la Coordinatrice del LIA.

Julieta B. Mollo

Autore: Julieta B. Mollo

Giornalista e Professoressa di Lingua Italiana. Nata a Buenos Aires, Argentina, nel 1991. Sono vissuta sei anni in Italia. Voglio ripetere l’esperienza. Fanatica delle serie televisive e dei film. Amo l’Italia, la musica, mangiare e dormire. La dolce vita.

LIA: Laboratorio di Idee Italia-Argentina ultima modifica: 2017-12-08T14:17:22+00:00 da Julieta B. Mollo

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