ARTE & CULTURA

Dall’Ungheria all’Argentina: mostra di opere italiane al Museo de Bellas Artes

Opere italiane

Obras maestras del Renacimiento al Romanticismo” è il nome dato alla mostra della selezione di opere delle collezioni del Museo di Belle Arti di Budapest e della Galleria Nazionale di Ungheria, istallata nel Museo Nacional de Bellas Artes di Buenos Aires, visitabile fino al 29 luglio di questo anno. Tra le opere esposte all’interno del museo di Recoleta, molte sono le opere italiane di maestri di indiscussa fama.

Per conoscere più da vicino la mostra e più in generale il contributo italiano nella composizione della collezione permanente del museo, abbiamo avuto il piacere e l’onore di intervistare il suo Direttore Andrés Duprat.

Duprat

Andrés Duprat, direttore del Museo de Bellas Artes di Buenos Aires. Architetto, curatore di molte mostre in Argentina e all’estero, creatore dello spazio d’arte “La casa” di Bahía Blanca, già direttore del Museo de Bellas Artes e del Museo de Arte Contemporáneo di Bahía Blanca. Dal 2005 al 2015 direttore di Artes Visuales del Ministero della Cultura. Sceneggiatore cinematografico, pluripremiato per il lungometraggio “El ciudadano ilustre” diretto da Mariano Cohn e dal fratello Gastón Duprat. Photo credit Dante Aloisi

Come arriva a Buenos Aires la mostra ungherese?

L’arrivo dell’esposizione del Museo di Belle Arti di Budapest nel nostro museo è un evento un po’ fortuito nella sua origine. Sugli edifici del museo ungherese si è resa necessaria un’importante opera di ristrutturazione e i lavori termineranno nell’ottobre di quest’anno. In previsione di questa ristrutturazione, la direzione del museo aveva messo a disposizione parte del suo patrimonio di opere per allestire presentazioni all’estero. Di fatto, mostre in tal senso, sono state già presentate nel Palazzo Reale di Milano, nella Royal Accademy of Art di Londra, nel Musee du Luxembourg di Parigi e nel museo Thyssen-Bornemisza di Madrid. Proprio durante un viaggio a Madrid, ho avuto l’occasione di vedere la mostra. Mi è piaciuta moltissimo e mi sono subito attivato per prendere contatti con la direzione ungherese. Essendoci ancora tempo fino alla riconsegna dei locali espositivi della capitale magiara ed avendo incontrato la volontà di esporre qui in Argentina, abbiamo potuto aggiungere le date della presentazione nel nostro museo, che saranno le ultime prima del rientro in patria delle opere.

Raffaello "Progetto di decorazione effimera"

Raffaello, “Progetto di decorazione effimera”, ca. 1508, penna e inchiostro su carta. Photo credit Dante Aloisi

Quali sono le opere d’arte presenti nella mostra e quali le opere italiane?

La mostra si compone di 58 opere d’arte selezionate da Florencia Galesio e Angel Navarro, tra quelle messe a disposizione dal museo di Budapest. L’obiettivo dei due curatori della mostra è stato quello di individuare pezzi differenti rispetto alle precedenti presentazioni, ricorrendo tutte le scuole artistiche dal Rinascimento, passando per Manierismo e Barocco, fino al Romanticismo. Divise per cronologia e per scuole, le opere sono di autori spagnoli, olandesi, tedeschi e ungheresi. Molto importante è anche il contributo italiano: oltre a lavori di autori minori, ci sono una pittura del Vasari, un disegno di Raffaello, due paesaggi di Domenichini e Marieschi, tre dipinti di Giovanni Battista Tiepolo e una scultura bronzea attribuita al genio rinascimentale di Leonardo Da Vinci. Tra l’altro mi piace rimarcare che è una “prima volta” per un’opera di Leonardo qui in Argentina.

Leonardo Da Vinci, "Guerriero a cavallo"

Leonardo Da Vinci, “Guerriero a cavallo”, ca. 1500-1550, bronzo con patina verde artificiale. Photo credit Dante Aloisi

Qual è la relazione che il museo ha con l’Italia e quali altre opere italiane sono ospitate nel museo?

La cultura italiana in Argentina è molto presente, figlia dell’emigrazione massiccia del secolo passato e della capacità di conservazione della stessa in un paese estero. La collezione del Museo de Bellas Artes, che ha più di 120 anni, non può che dar conto di questa profonda relazione nella sua collezione permanente. Molte opere, per esempio, sono donazioni delle cosiddette familias patrizias porteñas. Le opere italiane presenti sono davvero moltissime. Andando per autori e per periodi ci sono lavori di Andrea Mantegna, Leonardo Bistolfi, Andrea Del Santo, Annibale Carrocci, del Parmigianino, di Niccolò Pisano, del Tintoretto, di Luca Giordano, Sebastiano Ricci, Giovanni Battista Piranesi, Giambattista Tiepolo. Altre opere italiane di arte moderna nella collezione del museo sono quelle di De Chirico, di Carrà, ma soprattutto di Lucio Fontana, che tra gli artisti è quello che meglio incarna la stretta relazione tra Italia ed Argentina.

Giorgio Vasari, "Nozze di Cana"

Giorgio Vasari, “Nozze di Cana”, 1566, olio su tavola. Photo credit Dante Aloisi

Ci sono in progetto altre mostre temporanee che coinvolgono artisti italiani?

Idee ce ne sono tante ma non posso dire nulla per il futuro. Non certo per mistero, piuttosto perché al momento non abbiamo nulla di definito. Rischierei di mentire. In ogni caso l’attenzione del nostro museo verso la cultura italiana c’è sempre. Per esempio sul finire dell’anno passato, in collaborazione con la Società Italia Argentina, abbiamo organizzato un ciclo di proiezioni intitolato “Una vida en el cine”, tutta dedicata ad Alberto Sordi, presso l’Auditorium.

Parlando un po’ di più del suo ruolo, come si fa a dirigere un museo?

Nonostante io abbia una formazione accademica da architetto, negli anni ho maturato una lunga esperienza nella gestione di spazi di arte visuale, come curatore di opere e di mostre, qui in Argentina e all’estero. Arrivare alla direzione del museo di arte visuale più importante di Argentina, e forse di tutta America Latina, è stato insieme un punto di arrivo ed una nuova sfida. Dirigere una struttura di così alto livello, che offre gratuitamente un servizio culturale importantissimo, significa soprattutto dover fare i conti con la mancanza di fondi. Per il resto la struttura è dotata di un personale di 130 professionisti che, ognuno nel suo ruolo, assicura il funzionamento di una macchina organizzativa che ogni anno accoglie intorno alle 700.000 persone, gestisce una collezione permanente di 13.000 opere d’arte, delle quali circa il 10% è in esposizione, nonché la ricezione di grandi esposizioni che necessitano di particolari norme ed attenzioni.

Giovanni Battista Tiepolo, "La Vergine esortando Santa Teresa affinché nomini San Giuseppe protettore dell'Ordine Carmelitano"

Giovanni Battista Tiepolo, “La Vergine esortando Santa Teresa affinché nomini San Giuseppe protettore dell’Ordine Carmelitano”, 1749-1750, olio su tela. Photo credit Dante Aloisi

Qual è il rapporto di Andrés Duprat con l’Italia?

Pur non avendo un legame parentale, di “sangue”, considero l’Italia, il mio paese di adozione. Appena laureato mi sono trasferito a vivere in Italia. Dagli anni ’80 almeno una volta l’anno torno in Italia. Sono un fanatico della cucina italiana, che mi piace sicuramente gustare, ma con la quale amo cimentarmi in prima persona. Apprezzo molto il cinema italiano e certamente ne sono influenzati i film realizzati con mio fratello Gastón. Durante l’ultimo Festival del Cinema di Venezia sono stato tra i membri della giuria… Insomma: sarebbe quasi ora che mi dessero il passaporto italiano.

Abbiamo terminato la piacevolissima chiacchierata, ringraziando il Signor Duprat per aver trovato il tempo per concederci l’intervista, per giunta nel giorno del suo compleanno, con la promessa di rivederci in occasione di eventuali nuove mostre di opere italiane.

Dante Aloisi

Autore: Dante Aloisi

Di sangue abruzzese e spirito apolide, ho lasciato la mia terra ed il mio amato Castel del Monte per trasferirmi a Buenos Aires. Studente dI fisica, lavoratore da sempre precario, per 7 anni consigliere comunale. Poeta per presunzione, articolista per diletto, narratore per tentativo, ho avuto pubblicata una raccolta di poesie ed un buon numero di articoli; per un romanzo ci stiamo attrezzando. Curioso “a modo mio”, m’innamoro di tutto. Appassionato di letteratura e filosofia, fagocitatore di libri e di buona musica, in cerca di film e serie che non intrattengano soltanto. Bisognoso di natura, esisto con le radici in montagna e la testa tra le nuvole.

Dall’Ungheria all’Argentina: mostra di opere italiane al Museo de Bellas Artes ultima modifica: 2018-05-09T10:31:16+00:00 da Dante Aloisi

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