ARTE ITALIANI A BUENOS AIRES

Mario Palanti: l’architetto eclettico

Palanti

Le opere di Mario Palanti a Buenos Aires sono tra le più particolari della sua epoca e si distinguono nel tessuto urbano per il loro originale concetto estetico, fusione dell’idea architettonica prerinascimentale con la concezione più dinamica ed innovativa di inizio ‘900, nonché per la ricercatezza di equilibrio tra funzionalità e bellezza. Tra le sue opere più famose il Palacio Alcorta, l’Hotel Castelar, la Casa Matriz del Banco Francés e Italiano para la América del Sur (oggi sede centrale del Banco Patagonia) e, naturalmente, il celebre Palacio Barolo.

Palacio Barolo

Palacio Barolo in una cartolina d’epoca.

Palacio Alcorta

L’Edificio Chrysler è il nome della struttura oggi conosciuta come Palacio Alcorta, il primo “palazzo autodromo” al mondo, situato lungo Av. Figueroa Alcorta al civico 3351, nel quartiere Palermo Chico. L’edificio, grande quanto un intero isolato, fu commissionato dai fratelli Resta, come concessionario di automobili del marchio Chrysler. La caratteristica peculiare della struttura fu la realizzazione di una pista di prova per le autovetture sul tetto, chiamata “Estadio Olimpo“. La pista circolare, realizzata in pendenza, fu inaugurata nel dicembre del 1928. Dopo una serie di vicissitudini che hanno portato l’edificio a passare di proprietà dai fratelli Resta, a Fevre y Basset, fino al Comando di Arsenale dell’Esercito Argentino e al Registro Nazionale di Armi, finalmente nel ’94 è stato trasformato in un lussuoso complesso residenziale con piscine e giardini all’interno del perimetro descritto dall’autodromo.

Palermo Chico

Veduta aerea del barrio Palermo Chico, con l’inconfodibile cotruzione di Palacio Alcorta.

L’Hotel Castelar

Inaugurato nel 1928 con il nome di Hotel Excelsior, l’edificio realizzato dall’ingegnere Jose Pizone ha come caratteristica particolare la facciata. Infatti, Palanti, per eludere le regole urbanistiche vigenti all’epoca in termini di altezza massima per le costruzioni su Avenida De Mayo, decise di inclinare la facciata dal settimo piano in poi, a mo’ di tetto, potendo così raggiungere i 53 metri del quattordicesimo piano. L’hotel, frequentato dalle classi abbienti di Buenos Aires, vide ospiti abituali poeti come Alfonsina Storni o i coniugi Norah Lange e Oliviero Girondo. Tra il 1933 e il marzo 1934 l’hotel fu anche scelto dallo scrittore spagnolo Federico Garcia Lorca, per il suo soggiorno in Argentina. Nel ’51 la struttura cambiò il suo nome all’attuale a seguito di un cambio di proprietà, in onore al primo presidente della repubblica spagnola. Tuttora l’Hotel Castelar è l’unica struttura alberghiera prettamente turistica lungo l’avenida.

L'Hotel Castelar

L’Hotel Castelar con la caratteristica inclinazione della facciata a partire dal settimo piano.

Banco Patagonia

Situato in pieno Microcentro, nel quartiere San Nicolás, al numero 500 di calle Tte Gral Juan Domingo Peron, originariamente fu la sede del Banque Francaise et Italienne pour l’Amerique du Sud. Questo edificio storico, realizzato nel 1922, negli anni ha ospitato diversi istituti bancari, fino ad arrivare oggi ad ospitare la sede centrale del Banco Patagonia. Al suo interno si trova anche il museo della banca, visitabile in orario di apertura degli uffici.

Una biografia tra storia…

Palanti, nacque a Milano nel 1885, da genitori cremonesi. Completò la formazione artistica nel 1909, diplomandosi architetto presso l’Accademia di Brera. Nello stesso anno, si traferì a Buenos Aires, dove era stato contrattato per lavorare al padiglione italiano che si stava realizzando per le celebrazioni del centenario della nazione. Dal 1910, al termine dell’Esposizione Internazionale di Buenos Aires, iniziò a lavorare nello studio di Oskar Razenhofer e Arturo Prins. Da dipendente collaborò alla progettazione della sede della Facoltà di Diritto (oggi sede della Facoltà di ingegneria al 2214 di Av. Las Heras), struttura in stile neogotico rimasta incompiuta. Una volta aperto il proprio studio, l’architetto meneghino, oltre alle costruzioni già citate, realizzò una buona quantità di opere, principalmente edifici residenziali, su commissione dell’élite economica porteña. Fervente fascista, Palanti tornò definitivamente in Italia nel ‘29, per mettere a disposizione del Duce le proprie competenze urbanistiche. Il suo progetto della Mole Littoriana, però, non vide mai la luce nonostante le promesse dei gerarchi, poiché il regime preferì adottare canoni estetici più classici per realizzare il grande piano di opere urbanistiche del ventennio. Indignato da questa scelta e ormai sorpassato dai tempi, l’architetto terminò la propria carriera come progettista, ritirandosi a vita campestre.

Dedica a Mussolini

La dedica di Palanti a Mussolini su una copia dell’Eternale Mole Littoria.

… E mistero

La biografia del Pallanti, però, fornisce anche spunti inaspettati. Secondo il regista Sebastián Schindel, l’architetto era iscritto ad una loggia massonica segreta, la stessa di Luigi Barolo, il commissionante dell’omonimo palazzo. Nel documentario del 2012, “El rascacielos latino”, il regista argentino ipotizza che la costruzione dell’edificio, ispirato nei canoni estetici alla Divina Commedia, fosse parte di un piano segreto più grande che prevedeva, tra l’altro, di rubare le spoglie del Sommo Poeta per inumarle proprio nella struttura. Sempre secondo il documentario, ad alimentare i sospetti, ci sarebbero la prematura morte dell’imprenditore e il viaggio del Palanti in Italia per realizzare una scultura bronzea di Dante, poi trafugata prima del termine dei lavori di costruzione del palazzo, che avrebbe potuto realizzarsi senza problemi anche in Argentina. Un piccolo velo di mistero che rende ancora più affascinante e controversa la figura dell’architetto innovatore.

Dante Aloisi

Autore: Dante Aloisi

Di sangue abruzzese e spirito apolide, ho lasciato la mia terra ed il mio amato Castel del Monte per trasferirmi a Buenos Aires. Studente dI fisica, lavoratore da sempre precario, per 7 anni consigliere comunale. Poeta per presunzione, articolista per diletto, narratore per tentativo, ho avuto pubblicata una raccolta di poesie ed un buon numero di articoli; per un romanzo ci stiamo attrezzando. Curioso “a modo mio”, m’innamoro di tutto. Appassionato di letteratura e filosofia, fagocitatore di libri e di buona musica, in cerca di film e serie che non intrattengano soltanto. Bisognoso di natura, esisto con le radici in montagna e la testa tra le nuvole.

Mario Palanti: l’architetto eclettico ultima modifica: 2018-05-01T10:45:53+00:00 da Dante Aloisi

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