ITALIANI A BUENOS AIRES SPORT TURISMO

Club calcistici di Buenos Aires con origini italiane

Photocredit: Juan Martin Curci Sassone

Il club calcistico argentino è una famiglia

In patria come in Argentina il calcio è un momento sacro. Il fanatismo dei fan, gli “hinchas” in spagnolo, è davvero incredibile. Qui in Argentina la maggior parte dei club calcistici presentano un modello di gestione diverso da quello europeo. I fan sono soci e votanti dell’assemblea rappresentativa e dei dirigenti. Tutti, come una grande famiglia, contribuiscono a mantenere in buone condizioni le strutture in cui praticano sport e trascorrono tempo con la famiglia. Questa partecipazione maggiore è ciò che rende ancora più accaniti i tifosi, poiché genera un legame ancor piú profondo con la propria squadra del cuore. 

Inoltre molti dei club calcistici argentini hanno avuto origine in un contesto molto particolare. Sono stati fondati da immigrati del Vecchio Continente, tra i quali gli italiani. Nei quartieri poveri in cui la famiglia e gli amici riempivano il tempo libero, spesso i ragazzi si ritrovavano a giocare a calcio in strada. E da queste riunioni informali tra amici per tirare quattro calci nacquero alcuni dei club calcistici argentini più importanti di oggi. Parlando della serie A argentina, la primera division, troviamo il Club Atlético Boca Juniors che ha visto tra le sue fila calciatori come Maradona e Tevez. Ma ci sono anche il Velez Sarsfield e San Lorenzo de Almagro, famoso inoltre per essere la squadra dell’attuale pontefice

Club Atlético Boca Juniors, 1905

Ingresso dello stadio di Boca. Photo credit: Marta Potenza

Ingresso dello stadio di Boca. Photocredit: Juan Martin Curci Sassone

Sicuramente è tra i club più famosi a livello mondiale per via di nomi del calcio internazionale che hanno mosso i primi passi proprio tra le sue fila. Il Club Atlético Boca Juniors (CABJ), noto semplicemente come Boca, è associato a grandi come Maradona, Tevez e Riquelme. Nato nell’omonimo quartiere di emigranti fu fondato da alcuni amici che si ritrovavano dopo il lavoro per tirare quattro calci. Si trattava di Stefano Baglietto, Alfredo Scarpati, Santiago Sana, i fratelli Teodoro e Juan Antonio Farenga.

I colori della maglia più che per scelta furono il risultato di una serie di circostanze. All’epoca, nel 1905, la divisa sportiva per dei giovani immigrati poteva essere quasi un lusso e le prime magliette furono cucite dalla sorella di Farenga. Successivamente questi lavoratori portuali si lasciarono ispirare dai colori della bandiera svedese su una nave attraccata nel porto. Nacque la maglietta gialloblu del Boca Juniors. La Bombonera, cosí chiamata per via di una certa somiglianza con una scatola di cioccolatini (bombones in spagnolo), fu inaugurata nel 1940. Oggi questo stadio e museo del Boca è accessibile a chiunque avesse voglia di conoscere la storia del club. 

Club Atletico San Lorenzo de Almagro, 1907

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Bar all’interno della sede sociale del Club di San Lorenzo de Almagro. Photocredit: Juan Martin Curci Sassone

Qui hanno giocato anche il Pocho Lavezzi e Ruben Ayala, fra gli altri ed è la squadra di Papa Francesco. Il CASLA nacque nel 1907 su iniziativa di un prete italiano che volle fare qualcosa per un gruppo di ragazzini che giocava per strada nel rione di Almagro. Federico Monti e Antonio Scaramusso erano i leader di quel gruppo di giovani che si trovavano ogni giorno all’incrocio fra la strada Treinta y Tres Orientales e la strada Mexico. Fu qui che Padre Lorenzo Massa, responsabile dell’oratorio salesiano della zona, cercó di fare qualcosa per togliere quei bambini dalla strada.

Il calcio, come momento di aggregazione in modo sano, fu il collante per quel gruppo di giovani calciatori che si denominarono “Los Forzosos de Almagro”. La spontaneità dello sport nato per strada e la benevolenza dell’Oratorio San Antonio che aprí le sue porte diedero vita alla squadra di San Lorenzo di Almagro. Rinominato in onore al prete che li aveva accolti ed al quartiere in cui si riunivano, San Lorenzo è una squadra che ha sofferto molto durante l’ultima dittatura civico militare argentina. Negli ultimi anni la famiglia azulgrana (rossoblú) sta festeggiando il recupero dei terreni sottratti precedentemente. La speranza è quella di ritornare in tempi brevi al quartiere storico di Boedo e ricostruire lo stadio Gasometro.

Club Atletico Velez Sarsfield, 1910

escudo velez

Scudo del Club Velez Sarsfield

Il club di Velez, nonostante il nome inglese, fu fondato nella casa di Nicolas Marino Moreno nel quartiere di Buenos Aires chiamato Floresta. Non fu semplice per il club raggiungere la gloria. Diverse crisi istituzionali e persino una retrocessione segnarono i primi 50 anni di storia. Lo stadio iniziale fu chiamato il Fortin, per via della struttura precaria che ricordava un piccolo baluardo appunto. Il Fortin era la dimostrazione delle ristrettezze iniziali della squadra. Anche la maglietta tricolore, poi azzura ed infine bianca con la V azzurra, fu l’esito di una serie di circostanze economiche poco favorevoli.

Ma nel 1960 venne finalmente inaugurato lo stadio José Amalfitani cosí chiamato in onore a “Pepe”. José Amalfitani era diventato presidente di Velez nel 1923 e ricoprí tale incarico per 30 anni. É stata una delle figure piú rilevanti della storia del club Velez Sarsfield. Infatti la sua presidenza ha contribuito alla crescita del club che è arrivato non solo alla meritata serie A ma persino ad ottenere importanti risultati calcistici come la Copa Libertadores de Americas negli anni ’90. Il nuovo fortin è uno stadio che oggi puó accogliere ben 50mila tifosi, situato nel quartiere di Liniers. Nel 1978 accolse la visita di Papa Giovanni Paolo II e degli oltre 55mila fedeli riunitisi per l’occasione.

A Buenos Aires, dove abbondano le squadre, è bello scoprire che c’è anche un po’ di italianitá nella storia del calcio locale! In un paese che in Italia é famoso anche per il calcio è piacevole scoprire ancora una volta un vincolo che unisce argentini e italiani in nome dello sport.

Marta_Potenza

Autore: Marta_Potenza

Di origini lucane, laurea in Cooperazione e Sviluppo e Master in RRII e Studi Europei. Ha trascorso gli ultimi 12 anni in giro tra Sud America, Europa e Medio Oriente. Poliglotta, iperattiva, fanatica della multiculturalità, per incontrarla a Buenos Aires bisogna inseguirla fra il suo lavoro all’UNIBO, i laboratori di cultura italiana all’UniFlores e all’Associazione Toscana, le attività di coordinamento di ItaliaChe di cui è co-fondatrice, la redazione di Radio Italia Tricolore e le tante altre cose, tra amici italiani, argentini e non solo!

Club calcistici di Buenos Aires con origini italiane ultima modifica: 2017-10-16T12:35:03+00:00 da Marta_Potenza

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