ARTE E CULTURA ITALIANI A BUENOS AIRES

Quartieri di Buenos Aires: tradizioni, storie e toponimi italiani.

quartieri

I legami tra l’Italia e i quartieri porteños

I quartieri di Buenos Aires hanno una forte connotazione italiana. L’eredità sembra essere onnipresente e particolarmente evidente nei nomi. Le insegne di molte attività commerciali ne sono un’ulteriore prova. Indagando più a fondo nella storia della capitale argentina si scopre inoltre che vi sono quartieri che sono stati fondati da italiani. Si tratta ad esempio di Villa Devoto, Palermo, Villa Soldati e Villa Lugano. Non tutti sono mete turistiche e non tutti sono in prossimità del centro della città, ma di certo condividono un’origine molto simile.

piazza italia statua di garibaldi

Piazza Italia, con la statua di Garibaldi. Uno dei punti di snodo del quartiere bonaerense di Palermo, Buenos Aires. Photocredit: Marta Potenza

Un altro gruppo di quartieri bonaerensi deve la sua denominazione a chiese e santuari costruiti per onorare santi del paese d’origine, come la chiesa di Santa Rita, la Basilica di San Nicola di Bari o la Parrocchia della Madonna del Rosario di Pompei. A Buenos Aires in effetti ci sono moltissime chiese in onore a santi venerati in località italiane. E tutt’oggi molte delle associazioni regionali organizzano celebrazioni e processioni in onore a questi santi. Infine ci sono quartieri come La Boca, Barrancas e Nueva Pompeya, caratterizzati dalla forte presenza di immigrati che hanno lasciato tracce profonde nelle tradizioni locali, al di là della toponimia.

I propietari dei terreni erano italiani

cartel villa devoto

Insegna del quartiere di Villa Devoto, conosciuto come giardino della cittá. Foto di Junta de Estudios Históricos de Villa Devoto

Villa Devoto, noto come il giardino di Buenos Aires per via del verde, fu creato da Antonio Devoto. Costui fu uno dei più celebri uomini d’affari dell’Argentina del XIX secolo ed acquisì i terreni dell’attuale quartiere di Buenos Aires per costruirvi una “villa”, cioè un paesino. Molti dei terreni dei quartieri meno centrali non erano parte  dell’area metropolitana ma col tempo furono inglobati al territorio urbano anche grazie alla costruzione delle ferrovie urbane. Oggi Devoto resta un quartiere residenziale con case basse e con molto verde pubblico, in cui ha vissuto a lungo anche l’idolo del calcio Diego Armando Maradona.

Più antica sarebbe invece la fondazione del quartiere di Palermo, associata ancora una volta al proprietario dei terreni Giandomenico Palermo o Juan Dominguez Palermo. Oriundo della Sicilia diede vita ad uno dei 48 quartieri di Buenos Aires, il piú esteso per essere precisi. La sua costruzione risale alla fine del 1500, periodo in cui si fondó per la seconda volta la Cittá di Buenos Aires. È uno dei quartieri preferiti dagli italiani, sia per i suoi parchi dal Rosedal (roseto) ai Bosques de Palermo (boschi di Palermo), che per i locali e le discoteche. È suddiviso in vari rioni, tra cui spicca negli ultimi tempi un “little Italy porteño” con una serie di locali e ristoranti italiani.

plaza serrano

Bar a Plazoleta Julio Cortazar, nota come Plaza Serrano, cuore pulsante del quartiere di Palermo di Buenos Aires.

Meno turistici ma altrettanto italiani nelle loro origini sono infine Villa Lugano e Villa Soldati, a sud della cittá. Entrambi creati nelle tenute di José Francisco Soldati di Lugano, originario del Cantone Ticino della Svizzera italiana.

Facciata dell’attuale Basilica di San Nicola di Bari. photocredit Marta Potenza

Facciata della Basilica di San Nicola di Bari, attualmente nel quartiere di Recoleta. Photocredit: Marta Potenza

Anche il culto incide

Vi sono poi alcuni quartieri che devono il loro nome a importanti centri di culto come Santa Rita, Nueva Pompeya e San Nicolás. Il primo per via della Parrocchia in onore a Santa Rita da Cascia ed il secondo per la Chiesa in onore alla Madonna del Rosario di Pompei. Mentre San Nicolás deve il suo nome al fatto che in questa zona fu eretto in origine il santuario in onore a San Nicola di Bari. Nonostante la ricostruzione della chiesa nel quartiere di Recoleta il nome del quartiere originale è rimasto invariato.

Infine ci sono quartieri che al di lá del nome hanno preservato lo spirito italiano per via dei molti immigrati che vi risiedevano. Si tratta de La Boca o ancora una volta di Nueva Pompeya. Quest’ultima, secondo il poeta Homero Manzi è la culla del tango, che nacque proprio tra gli immigrati. Sebbene non sia un quartiere turistico qui si trovano molte tanguerias famose e storiche, tra cui il Bar El Chino, che varrebbe la pena conoscere.

Lapide commemorativa all’interno della Basilica, nel quartiere di San Nicola.

Lapide commemorativa all’interno della Basilica, in ricordo della prima chiesa che diede il nome all’attuale quartiere di San Nicolas. Photocredit: Marta Potenza

Marta_Potenza

Autore: Marta_Potenza

Di origini lucane, laurea in Cooperazione e Sviluppo e Master in RRII e Studi Europei. Ha trascorso gli ultimi 12 anni in giro tra Sud America, Europa e Medio Oriente. Poliglotta, iperattiva, fanatica della multiculturalità, per incontrarla a Buenos Aires bisogna inseguirla fra il suo lavoro all’UNIBO, i laboratori di cultura italiana all’UniFlores e all’Associazione Toscana, le attività di coordinamento di ItaliaChe di cui è co-fondatrice, la redazione di Radio Italia Tricolore e le tante altre cose, tra amici italiani, argentini e non solo!

Quartieri di Buenos Aires: tradizioni, storie e toponimi italiani. ultima modifica: 2017-09-14T13:31:42+00:00 da Marta_Potenza

Commenti

To Top