Compagnia Berardi Casolari: trasformare i dolori in poesia e comicità

Compagnia Berardi Casolari

PhotoCredit: Tommaso Le Pera (Compagnia Berardi Casolari)

Data evento: 15 Set - 28 Set

La Compagnia Berardi Casolari nasce in maniera ufficiale nel 2008 dall’incontro fra Gianfranco Berardi (attore, autore e regista pugliese) e Gabriella Casolari (attrice, autrice e regista emiliana), anche se tutti e due lavoravano già insieme da tempo. “Ci siamo incontrati infatti lavorando con un artista napoletano, entrambi come attori, e lì c’è  stato il colpo di fulmine. Era agosto del 2001: lo ricordiamo come fosse ieri”, racconta Gianfranco.
Tempo dopo, questa compagnia si sciolse, mettendo tutti gli attori in crisi. “Noi due approfittammo di quella occasione per continuare a vederci e lavorare insieme ad un progetto comune, che è diventato poi nel 2003 la nostra prima opera: “Briganti”. Da quel momento abbiamo continuato a fare spettacoli senza soluzione di continuità”.

Compagnia Berardi Casolari: un duo che divide tutto a metà

Gianfranco e Gabriella – i fondatori della compagnia – condividono tutto: gioie e dolori, buona ma soprattutto cattiva sorte. Anche l’ideazione, la scrittura e la direzione degli spettacoli e di tutti i progetti performativi. Si avvalgono anche di collaboratori come per esempio dei musicisti Davide Berardi, Bruno Galeone e del maestro Cesar Brie. “Fondamentalmente siamo un duo che divide tutto al 50 %”.

Compagnia Berardi Casolari

“Le nostre opere sono opere di teatro popolare quindi adatte a tutti. Hanno un linguaggio contemporaneo che ognuno segue con il proprio background. E comunque in Argentina è sempre stato un esito pazzesco, per cui sono lavori che conviene venire a vedere e che noi veniamo a fare appena ne abbiamo la possibilità con il cuore in mano”. PhotoCredit: Tommaso Le Pera (Compagnia Berardi Casolari)

Teatro come sinonimo di salvezza

“Il teatro è stato il dono più grande che Dio o l’amore o la fortuna, come dir si voglia, mi abbia potuto fare. Io sono diventato cieco a 18 anni per una malattia genetica nel giro di due mesi. Da quel momento tutto è cambiato nella mia vita, della quale non ero molto felice in verità. Sono stato pronto a tutto pur di vivere, vivere e gioire. In questa ricerca ho incontrato il teatro: la sublimazione della vita, la magia in grado di trasformare i dolori in poesia e comicità, il mistero in grado di attirarti negli angoli bui dell’animo umano, la luce che permette di conoscersi, riconoscersi e, se si vuole, crescere”, racconta Gianfranco.

La prima recita a Buenos Aires della Compagnia Berardi Casolari

Per la compagnia non è la prima volta in Argentina bensì la prima volta che recitano a Buenos Aires. “Abbiamo fatto una tournée per tutto il paese nel 2014 grazie all’I.N.T. (da Rosario ad Ushuaia). Grazie a questo abbiamo conosciuto degli operatori con cui siamo poi rimasti in contatto. Ma il merito più grande questa volta è del bando per l’internazionalizzazione della scena teatrale e coreutica pugliese ad opera del Teatro pubblico pugliese e della regione Puglia, che abbiamo vinto. Così abbiamo avuto un finanziamento che ci ha permesso la traversata oltreoceano”.

Compagnia Berardi Casolari

La Compagnia Berardi Casolari, oltre a girare per l’Italia, si è anche presentata in Francia, in Bolivia, in Svizzera, in Serbia, in Slovenia. Ha ottenuto riconoscimenti internazionali come il primo premio di critica e di giuria popolare al Festival di Belgrado con “Yo trato de volar” nel 2012. PhotoCredit: Tommaso Le Pera (Compagnia Berardi Casolari)

Lo spettacolo che parla della crisi come fonte di dolore

Gli artisti della Compagnia Berardi Casolari faranno 9 opere in tre settimane. Sabato 15, venerdì 21 e venerdì 28 settembre saranno al Galpón de Guevara con “Dentro de tus ojos”, uno spettacolo scritto ed interpretato da Gianfranco e Gabriella, “e che vanta la regia di Cesar Brie, uno dei più grandi talenti contemporanei dell’Argentina in Europa (dopo il Papa e Lionel Messi)”, spiegano simpaticamente i protagonisti di questo articolo.
“Questo è uno spettacolo che faremo anche a Banfield al Teatro Ensamble e che parla della cecità, della mia fisica e di quella metaforica che oggi più che mai sta accecando tutti. Oggi più che mai la condizione del popolo somiglia sempre più a quella di un cieco. La gente brancola al buio, insicura e incerta, senza alcuna prospettiva e concentrata a guardare e coltivare il proprio orticello, senza mai andare oltre alla punta del proprio naso. È uno spettacolo che parla della crisi come fonte di dolore ma anche come opportunità che, superato il dolore, può diventare un’occasione”, racconta Gianfranco.

L’omaggio a Domenico Modugno

Il 19 ed il 26 settembre gli attori della Compagnia Berardi Casolari faranno “Yo trato de volar – Homenaje a Domenico Modugno” al teatro El Extranjero. Questa opera racconta, in maniera comica e poetica, di un ragazzo pronto a lasciare tutto, la propria casa, i propri affetti, la propria terra per poter realizzare il proprio sogno: fare l’attore. “Tocca quindi in maniera anche molto divertente temi come la difficoltà ad entrare per un giovane nel mondo del lavoro, l’emigrazione, il rifiuto, l’umiliazione, la vergogna, il ritorno a casa e l’amarezza della sconfitta che si prova nella vita”.

Compagnia Berardi Casolari

“Il futuro ci vede pieni di idee e di progetti ma per il momento non ci sbilanciamo nel dichiarare cosa vedrà la luce nel prossimo anno. Anche perché abbiamo appena debuttato, a maggio di quest’anno, con un nuovo lavoro “Amleto take away”, che sta ottenendo molto successo in Italia e che speriamo il prossimo anno di riuscire a portare in Argentina!”. PhotoCredit: Paolo Porto (Compagnia Berardi Casolari)

Un teatro ‘controtemporaneo’

“Le nostre sono opere originali che parlano di temi di sempre con il linguaggio di oggi. Ci piace definire il nostro teatro ‘controtemporaneo’ perché parla del nostro tempo ma cercando di individuare, analizzare ed evidenziare, per lo più criticare con ironia e provocazione gli ossimori, i paradossi e le contraddizioni della nostra epoca. Sono tutte opere originali. Non abbiamo mai messo in scena opere altrui, perché io e Gabriella siamo due autori. Lei sacra e io profano, lei poetica e io prolisso. Ma principalmente siamo due artisti che seguono l’opera in tutti gli aspetti della creazione, anche in quelli più spregevoli.

Cosa significa per voi fare l’attore?

“Per noi è una grande opportunità per poter conoscere se stessi attraverso la vita degli altri, vivi o morti che siano, e per poter conoscere l’essere umano attraverso la propria vita. È un regalo e una missione, una passione. Fare teatro significa quindi avere la fortuna di poter sentire e vedere i propri limiti e quelli del mondo che ci circonda con una lente di ingrandimento e poterli affrontare dentro e fuori la scena per potersi evolvere come individui. È avere la possibilità di condividere questa crescita, questa presa di coscienza con chi ti sta intorno, a fianco ma anche davanti, ossia lo spettatore”.

Julieta B. Mollo

Autore: Julieta B. Mollo

Giornalista e Professoressa di Lingua Italiana. Nata a Buenos Aires, Argentina, nel 1991. Sono vissuta sei anni in Italia. Voglio ripetere l’esperienza. Fanatica delle serie televisive e dei film. Amo l’Italia, la musica, mangiare e dormire. La dolce vita.

Compagnia Berardi Casolari: trasformare i dolori in poesia e comicità ultima modifica: 2018-09-10T10:05:19+00:00 da Julieta B. Mollo

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