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Boca Juniors–River Plate: da Genova a Buenos Aires, storia delle origini del Superclásico

Superclassico

Quando si parla di calcio, certamente vengono alla mente degli appassionati alcuni nomi di grandi campioni argentini, Diego Armando Maradona e Lionel Messi su tutti. I più affezionati allo sport più popolare al mondo, sapranno che l’Argentina ha tanto altro da offrire. Il Superclásico Boca-River, per esempio, selezionato dalle riviste The Observer e The Sun come uno dei “50 eventi sportivi da vedere prima di morire”. Non tutti conoscono però le origini italiane del derby più importante di Buenos Aires.

La Boca alle origini della rivalità

È nel quartiere portuale di La Boca, che si stabilirono i primi migranti europei, in grande maggioranza genovesi, a partire dalla fine del XIX secolo e per tutta la prima metà del 1900. In questo barrio poverissimo, gli abitanti appresero dagli equipaggi delle navi inglesi a giocare al calcio moderno. Questo sport, da pochi anni codificato nel regno britannico, riscosse grande successo nel quartiere, tanto che i giovani che lo praticavano cominciarono a fondare i primi club, fino ad arrivare all’incredibile cifra di trecento nei primi anni del ‘900.

Le case colorate del quartiere La Boca

Il quartiere La Boca, con le sue caratteristiche abitazioni pittorescamente colorate, culla delle due contentendi del Supeclásico

A dispetto dell’attuale collocazione nel quartiere di Nuñez, fu proprio nella Boca che su proposta dell’italiano Livio Ratto, dall’unione dei “Rosales”, club fondato da giovani locali, e del “Santa Rosa”, società fondata un 30 agosto di qualche anno più tardi, da un gruppo di genovesi che erano soliti giocare vicino agli edifici del consorzio carbonifero Wilson, che il 25 maggio 1901 nacque il Club Atlético River Plate. La leggenda vuole che tal Pedro Martinez, scelse l’attuale nome dopo averlo letto l’iscrizione “The River Plate” (il fiume La Plata), su alcune casse accatastate vicino agli inglesi, proprio durante una partita di calcio. La storia ufficiale narra che al principio i giocatori indossassero una divisa interamente bianca, e che solo con il tempo venne introdotta la caratteristica banda rossa trasversale, per distinguersi dalle altre compagini. Un’altra versione afferma, invece, che i colori adottati furono da subito il bianco ed il rosso, presenti nell’insegna di San Giorgio, vessillo di Genova, in onore ai tanti genovesi presenti in società. Infatti, ben sei giocatori in squadra erano originari del capoluogo ligure, oltre ad altri membri della commissione direttiva.

Qualche anno più tardi, il 3 aprile 1905, fu la volta di un altro gruppo di giovani genovesi, che fondarono il Club Atlético Boca Juniors. L’incontro fatidico avvenne in casa di Esteban Baglietto e vi parteciparono altre quattro persone: Alfredo Scarpatti, Santiago Sana e i fratelli Farenga, Juan e Teodoro, questi ultimi di origini lucane. Primo presidente fu eletto proprio Baglietto, ma poi la scelta fu spostata su Luis Cerezo, poiché il primo era ancora minorenne. I tifosi del Boca Juniors, nonché gli abitanti del quartiere La Boca, sentono tuttora il legame con la città della Lanterna e si definiscono ancora oggi “Xeneizes”, dalla storpiatura al plurale del termine ligure zeneize o zeneixi, che significa appunto genovese.

Gli scudetti storici del Superclasico

A sinistra, il primo scudetto del Club Atlético Boca Juniors, mantenuto fino al 1920. A destra il primo scudetto del Club Atlético River Plate, che da subito subì modifiche sostanziali

Il primo incontro ufficiale in un torneo di Primera Division tra le formazioni argentine più titolate e più famose al mondo, avvenne il 24 agosto 1913 e si concluse con la vittoria dei “Millonarios” per 2-1, con relativi scontri tra tifoserie a fine partita. Altre fonti affermano che le due compagini si erano già sfidate altre volte negli anni precedenti, in occasioni non ufficiali, facendo risalire il primo clásico al 1908. In ogni caso da allora prosegue un’accesissima rivalità, fatta di passione, di partecipazione, di cori e sfottò, attese e sofferenze, dolori e gioie, da condividere assieme ai colori di una camiseta, che fanno di River Plate-Boca Juniors il derby più caldo al mondo.

Rivista sportiva del 1975 sul Superclásico

Una copertina della famosa rivista argentina “El Grafico” del 29 ottobre del 1975, tre giorni dopo il Superclásico vinto dal Boca per 2-1

Il legame con l’Italia

Ancora oggi forte è il sentimento calcistico che lega questi due club alla terra di origine dei loro fondatori, al di là delle molte stelle cresciute nei rispettivi vivai e che sono transitate nel nostro campionato: a cominciare da Sivori, poi Passarella e Maradona, Crespo e Batistuta, fino ad arrivare a Burdisso, Palacio, Tevez e Higuain.

Il River Plate mantiene vivo il patto di gemellaggio stretto con il Torino, in seguito alla grande partecipazione del club argentino nella ricerca di fondi per le famiglie delle vittime della strage di Superga, del 4 maggio del 1949. In più stagioni le due squadre si sono reciprocamente omaggiate, indossando divise da trasferta ispirate ai colori o al modello dell’altra.

Il Boca, invece, ha intrecciato stabili relazioni con i due club genovesi (Sampdoria e Genoa), promuovendo la creazione nel quartiere bonaerense di circoli che raccogliessero i tifosi delle due squadre italiane, nonché curando mostre storiche sulle origini italiane del club.

Boca Juniors–River Plate: da Genova a Buenos Aires, storia delle origini del Superclásico ultima modifica: 2018-03-12T14:24:02+00:00 da Dante Aloisi

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