ARTE BUENOS AIRES

Avenida de Mayo: una strada di storia

Avenida de Mayo

Avenida de Mayo

Dal suo rocambolesco processo di progettazione e realizzazione, al forte legame con le comunità spagnole, dagli edifici che vi si affacciano, alle manifestazioni pubbliche che vi si sono svolte, l’Avenida de Mayo rappresenta un importante pezzo di storia argentina. Non tutti, però, sono a conoscenza del contributo italiano alla storia di questa importante avenida.

Congresso

Estremo ovest dell’Avenida de Mayo che termina su Plaza del Congresso, piccola area verde prospiciente all’imponente edificio del Congresso.

La modernità come genesi dell’Avenida de Mayo

La Buenos Aires di fine XIX secolo era una città in espansione: il processo di formazione dello stato argentino volgeva al termine, il modello agro-esportatore aveva provocato un cosiddetto boom economico e la città, già capitale del vicereame del Rio de la Plata in epoca coloniale, era stata dichiarata capitale federale della nuova nazione nel 1880.
Nonostante l’importanza istituzionale del centro urbano, Buenos Aires aveva l’aspetto di una cittadina portuale, sviluppatasi intorno allo scalo navale secondo criteri urbanistici tipici delle colonie spagnole. Il primo sindaco di Buenos Aires, Torcuato de Alvear, convinto seguace del movimento culturale che faceva culto del modernismo e del progresso, voleva trasformare la “gran aldea” (letteralmente il grande villaggio) in una città moderna, degna capitale di un paese emergente.
Tra i vari progetti per raggiungere l’obiettivo, c’era quello di abbellire il centro città, attraverso la costruzione di un grande boulevard in stile europeo.

Avenida de Mayo - Cabildo

Il Cabildo, simbolo dell’insurrezione indipendentista del 1810 con alla sua destra l’inizio dell’Avenida de Mayo. Per la realizzazione della strada venne abbattuta parte dello storico edificio.

Il progetto di Buschiazzo

L’idea di realizzare una grande avenida che congiungesse Plaza de la Victoria (attuale Plaza de Mayo) e Plaza Lorea lungo la direttrice est-ovest, fu presentata da Alvear al ministro degli interni dell’epoca nel 1882, riprendendo un’idea più volte avanzata negli anni precedenti, ma soltanto il 31 ottobre del 1884 fu approvata la legge che permetteva l’espropriazione di parte delle ricche proprietà che insistevano sul tragitto previsto per l’opera.
Il progetto fu affidato a Juan Antonio Buschiazzo, italiano trasferitosi in Argentina in tenera età, che si era formato come architetto presso l’università di Buenos Aires, in quel momento direttore del Dipartimento di Opere Pubbliche della Municipalità. Il disegno prevedeva la costruzione di un boulevard di 30 metri di larghezza, richiedendo l’abbattimento di molti edifici, tra cui parte del Cabildo, storica sede del governo coloniale, oramai luogo simbolo della rivoluzione indipendentista.

Avenida de Mayo

L’Avenida de Mayo in uno scatto d’epoca, dall’angolo con calle Lima in direzione ovest, verso la cupola del Congresso. Si può notare l’assenza di alcuni edifici, come l’hotel Castelar o Palacio Barolo, che verranno realizzati solo in seguito.

Le controversie

L’idea incontrò le resistenze di grossa parte dell’opinione pubblica e della stampa dell’epoca, le quali ritenevano prioritaria la realizzazione di infrastrutture dedicate ai servizi essenziali, quali il completamento delle reti di acqua corrente ed acque reflue, nonché la bonifica delle paludi in periferia, pericolosi focolai attivi di febbre gialla.
Inoltre vi era molta preoccupazione rispetto ai grandi oneri dell’opera, dovuti all’ingente quantità di lavori e ai costi d’indennizzo verso i titolari dei possedimenti espropriati.
La municipalità in cambio, riteneva l’opera strategica per la città, adducendo motivazioni economiche che coinvolgevano il miglioramento del trasporto delle merci, e di salute pubblica, ritenendo che spazi più ampi e soleggiati avrebbero prodotto un miglioramento delle condizioni igienico sanitarie per la popolazione concentrata nel centro cittadino.
Per di più si sarebbe raggiunto lo scopo estetico di fornire la città di scorci simili ai modelli delle moderne città europee come Lontra e Parigi.

L’opera

Con quattro anni di ritardo, finalmente il 25 maggio del 1888 cominciarono i lavori di demolizione degli edifici più antichi. La realizzazione dell’Avenida de Mayo subì svariate modifiche rispetto al progetto, a causa del sopraggiungere della crisi economica che portò ad una drastica riduzione di risorse.
La strada fu inaugurata il 9 luglio 1894, divenendo la prima avenida di tutto il sud America, con una pomposa cerimonia che coinvolse autorità e popolazione.
L’opera terminata presentava una carreggiata di 17 metri pavimentata in legno di pinotea e malta, costeggiata ai due lati da marciapiedi alberati. Sotto i marciapiedi correvano due tunnel dedicati al passaggio delle tubature di acqua corrente e drenaggio, strutture oggi in parte distrutte. Lungo il boulevard dovevano edificarsi palazzi in stile italianeggiante, secondo una pianificazione urbanistica che limitava in altezza le nuove costruzioni e ne ordinava lo stile, seppur in maniera meno rigida rispetto alle esperienze europee.

Cafe Tortoni

L’interno del celebre Cafè Tortoni, il più antico di Buenos Aires tuttora aperto. Nello scatto il tavolo in cui Borges era solito accomodarsi, oggi precluso al pubblico ed adornato con le statue dello stesso premio Nobel, di Alfonsina Storni e di Carlos Gardel, assidui frequentatori del locale.

Hotel e cafè spagnoli

Vincoli meno stringenti permisero il sorgere di edifici dai molteplici stili lungo l’Avenida de Mayo: facciate italianizzanti, francesi, neobarocche, eclettiche, cominciarono a tracciare il profilo della strada più importante di Buenos Aires. Fu, però, soprattutto la massiccia presenza di immigrati spagnoli a caratterizzare la avenida, che ben presto si popolò di locali commerciali, alberghi e cafè, alcuni tutt’oggi esistenti.
Questi ultimi furono luogo di ritrovo per l’élite culturale e politica argentina, nonché luogo di passaggio di molte personalità. Alfonsina Storni e Jorge Luis Borges erano assidui frequentatori dell’hotel Castelar, Rubinstein, Ortega y Gasset, Molina Campos, tra gli altri, erano frequentatori del Cafè Tortoni, che tra i suoi tavoli vide anche personalità del calibro di García Lorca o Einstein, politici come i futuri presidenti Marcelo Torcuato de Alvear e Hipolito Yrigoyen, o personaggi famosi come Gardel e Fangio; poi giornalisti, attori…

Avenida de Mayo manifestazione

Lo scatto d’epoca ritrae le manifestanti scese in piazza per richiedere l’estenzione del voto anche alle donne, nel 1948, di fronte al Congresso, lungo Avenida de Mayo.

Una strada di storia

Con il trascorrere degli anni, perdendo parte del suo carattere elitario, l’Avenida de Mayo diventò simbolo della storia argentina, essendo teatro di eventi di massa, tanto lieti quanto tristi per la nazione. L’arteria stradale divenne luogo preferito per le rivendicazioni politiche, sociali e occupazionali, a volte anche con scontri violenti, nonché per parate militari, funerali di stato, assunzioni in carica di presidenti, sfilate e finanche parate carnevalesche.
Ancora oggi il boulevard, che collega la Casa Rosada al Congresso della Nazione è il percorso preferito per le manifestazioni di piazza, come il celebre Cacerolazo del 2001. Altro primato storico della strada è rappresentato dalla linea di metropolitana che la percorre lungo tutto il tragitto. Infatti, nel 1913, venne inaugurata la prima linea di metrò di tutto l’emisfero australe, ancora oggi funzionante con il nome di linea A.
Dopo alcuni decenni di declino, l’Avenida de Mayo è stata dichiarata luogo storico nazionale nel 1997, e le diverse amministrazioni succedutesi, anche grazie alla collaborazione con alcuni enti spagnoli, hanno dato vita a progetti di riqualificazione e mantenimento della storica strada dal progetto italiano.

Dante Aloisi

Autore: Dante Aloisi

Di sangue abruzzese e spirito apolide, ho lasciato la mia terra ed il mio amato Castel del Monte per trasferirmi a Buenos Aires. Studente dI fisica, lavoratore da sempre precario, per 7 anni consigliere comunale. Poeta per presunzione, articolista per diletto, narratore per tentativo, ho avuto pubblicata una raccolta di poesie ed un buon numero di articoli; per un romanzo ci stiamo attrezzando. Curioso “a modo mio”, m’innamoro di tutto. Appassionato di letteratura e filosofia, fagocitatore di libri e di buona musica, in cerca di film e serie che non intrattengano soltanto. Bisognoso di natura, esisto con le radici in montagna e la testa tra le nuvole.

Avenida de Mayo: una strada di storia ultima modifica: 2018-08-17T09:17:37+00:00 da Dante Aloisi

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