INTERVISTE

Le lingue dell’immigrazione: il CUI di Buenos Aires insegna i dialetti italiani

Il CUI di Buenos Aires, Centro Universitario de Idiomas, é un’istituzione educativa che quest’anno compie 25 anni. Si tratta di un centro educativo dell’Universitá di Buenos Aires che promuove l’insegnamento delle lingue. Nato all’interno della Facoltá di Scienze Agrarie e quella di Economia, oggi funziona come Dipartimento autonomo della UBA. Un centro qualificato e riconosciuto a livello nazionale, nell’insegnamento e certificazione delle conoscenze linguistiche.

L’Italiano è al terzo posto fra le lingue studiate dagli argentini

Ci incontriamo con il Professor Vicente La Sorsa, coordinatore del programma di studi italiani del Cui di Buenos Aires. Il Prof. La Sorsa, seconda generazione di italiani, nel suo perfetto italiano ci aiuta a ricostruire il lavoro di promozione linguistica svolto dall’istituzione. Il CUI di Buenos Aires si contraddistingue per la sua mission, di istituzione “di massa” nell’ inseganamento delle lingue. La Sorsa ci conferma che l’italiano si colloca al 3° posto del podio, in forte concorrenza con il francese, tra le lingue piú studiate dagli argentini.

Il professore ci aiuta a ripercorrere la storia di questa istituzione. Un centro di insegnamento delle lingue voluto fortemente dal suo attuale direttore, il Prof. Villaroel.  La visione di fondo, che 25 anni fa riconosceva l’importanza delle lingue, continua a guidare l’attivitá del Centro Universitario de Idiomas de Buenos Aires. In questo contesto si promuovono lingue minoritarie, come sono il Guaraní ed il Quechua. E con la stessa ottica, da alcuni anni, si promuove pure l’insegnamento di alcuni dialetti italiani. La Sorsa discorre sulla possibilitá di definire o meno i dialetti come lingue. E ci racconta i dettagli di un progetto ambizioso e davvero particolare: dalle difficoltá alle piccole conquiste.

Dal napoletano al friulano:  a Buenos Aires le lingue dell’immigrazione italiana sopravvivono e sono insegnate

cui Buenos Aires

Flyer del corso di lingua friulana organizzato dal CUI in collaborazione con la Societá Friulana di Buenos Aires.

Parlare di insegnamento dei dialetti significa automaticamente parlare della migrazione italiana in Argentina. Lo stesso La Sorsa parla della sua esperienza personale e familiare. I suoi ricordi ci riportano per qualche istante nel quartiere de La Boca del secolo scorso. In effetti, ricorda che a casa sua si parlava spagnolo e che é stata la sua curiositá personale a spingerlo al recupero della lingua delle proprie radici. Di certo c’é che non parlava dialetto, ma sorridendo racconta della maestra del fratello che lamentava l’uso del genovese. Peró, ci dice, che la sua famiglia era toscana e pugliese. Mentre l’uso del genovese era dovuto ad un compagno di banco del ragazzino. Sono queste storie quotidiane dell’Argentina contemporanea che effettivamente ci offrono uno spaccato delle condizioni sociali di quegli italiani arrivati qui nel secolo scorso.

Il progetto del recupero e dell’insegnamento delle lingue dell’immigrazione italiana del CUI di Buenos Aires é nato nel 2013. Per via di circostanze fortuite il primo “esperimento” in questo senso é stato il corso di lingua napoletana. Da quest’anno accademico, invece, grazie alla collaborazione con la Societá Friulana di Buenos Aires si sta realizzando un corso di lingua friulana. Nel primo caso, La Sorsa, segnala maggiori difficoltá in merito alla didattica e soprattutto alla scarsitá di materiali specifici. Cosa che invece non é cosí per quanto riguarda il friulano.

Qualche curiositá inaspettata

Se risulta sorprendente scoprire che a Buenos Aires si insegnano e si imparano i dialetti italiani, sembra ancor piú curioso osservare il profilo degli studenti. Molti studenti, in etá adulta, studiano l’italiano ed i suoi dialetti per hobby. Molti sono certamente discendenti di italiani, come era immaginabile. Si tratta di studenti che si avvicinano alla lingua delle loro origini per curiositá o perché stanno progettando un viaggio nella terra dei propri avi. Ma, come dice il Professor La Sorsa, in realtá c’è sempre l’eccezione che conferma la regola. E nel caso di questi corsi si tratta di un francese che decide di studiare napoletano a Buenos Aires o di un giapponese che studia friulano, perché il suo compagno di banco alle scuole elementari era friulano. 

Sono queste le storie che ci fanno emozionare, perché ci ricordano di quanto attraverso la lingua si trasmetta anche l’identitá. E niente di piú vero quando queste lingue sono le varianti regionali e locali. Queste lingue sono il ricordo e la rappresentazione degli immigrati italiani dell’Argentina del secolo scorso. Per concludere il nostro incontro, il professor La Sorsa ci racconta che sono certamente aperti alla possibilitá di aprire nuovi corsi, da intendersi come progetti di promozione culturale. Primeggia il desiderio di portare avanti un corso di lingua calabrese ed il nostro augurio è di trovare presto un docente che possa aiutare il CUI a raggiungere quest’obiettivo.

Marta_Potenza

Autore: Marta_Potenza

Di origini lucane, laurea in Cooperazione e Sviluppo e Master in RRII e Studi Europei. Ha trascorso gli ultimi 12 anni in giro tra Sud America, Europa e Medio Oriente. Poliglotta, iperattiva, fanatica della multiculturalità, per incontrarla a Buenos Aires bisogna inseguirla fra il suo lavoro all’UNIBO, i laboratori di cultura italiana all’UniFlores e all’Associazione Toscana, le attività di coordinamento di ItaliaChe di cui è co-fondatrice, la redazione di Radio Italia Tricolore e le tante altre cose, tra amici italiani, argentini e non solo!

Le lingue dell’immigrazione: il CUI di Buenos Aires insegna i dialetti italiani ultima modifica: 2017-12-13T14:06:53+00:00 da Marta_Potenza

Commenti

commenti

To Top