INTERVISTE

Un sogno che diventa realtà – Conflenti, la terra delle mie radici

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Come nasce il sogno di visitare Conflenti?

“Ma perché sei venuta a Conflenti?” Questa é una domanda che mi hanno fatto moltissime volte a Conflenti. I miei parenti, i miei amici, le persone che trovavo per la strada e anche i venditori delle bancarelle. La risposta a questa domanda è strettamente relazionata alla mia storia e alla storia di vita di mio nonno Modesto.

Non posso ricordare quando è stata la prima volta che ho sentito il nome di questo bellissimo paese. A casa mia, dire “Conflenti” era come dire “buongiorno” alla mattina. Mio nonno parlava spesso della sua terra, anzi tutti i giorni. Aveva sempre una storia diversa da raccontare. Le sue storie erano ambientate sempre nello stesso posto. A Conflenti. Lui le raccontava a volte in spagnolo, a volte in italiano, ed altre volte, combinava le due lingue o inseriva qualche parole dialettale, “Chistu ca è dialetto però”, mi diceva.

Sono cresciuta insieme a lui, che abitava di fronte casa mia. Ogni giorno aspettava il mio ritorno da scuola per condividere con me le sue storie. Sentirlo parlare era come leggere un libro di storie fantastiche. Riuscivo ad immaginare tutti i posti che lui nominava dettagliatamente nei suoi racconti ed io aspettavo che facesse una pausa per fargli tutte le domande che mi venivano in mente. Era meraviglioso vedere come i suoi occhi si illuminavano ogni volta che parlava del suo amato Paese.

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Panorama di Conflenti Inferiore. Foto di Amira Celeste Giudice.

Alla scoperta delle proprie origini

Così, attraverso le sue parole, ho potuto conoscere Conflenti prima di visitarlo. Quando ero piccola non era facile trovare foto e mio nonno ne aveva poche. Solo da adolescente con internet quando ho cominciato a cercare informazione sul paese ho potuto vedere le prime immagini. Allora conoscevo tanti posti in maniera immaginaria come la funtana di Pumetta, u Chianiattu, la Querciola, u Piru e il Santuario della Madonna e così l’anno scorso quando sono arrivata a Conflenti per la prima volta nella mia vita, mi sono sentita come dentro un sogno. Ero meravigliata nel vedere come tutto quello che c’era attorno a me era reale: Conflenti esisteva.

Mi sentivo proprio dentro a quel libro di storie fantastiche, ma questa volta anche io ero diventata uno dei suoi personaggi. In poche parole, tutti quei luoghi che ho sempre immaginato fin da piccola e che esistevano solo nella mia mente si trovavano qui. Anche se non ho mai avuto dubbi della loro esistenza, vederli con i miei occhi e toccarli con le mie mani é stata veramente un’esperienza magica. Visitare Conflenti é stato sempre un sogno, un traguardo, e per questo motivo, molto tempo fa, ho deciso di andare a visitarlo, non importava quanto fosse difficile realizzare questo obiettivo.

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Conflenti Superiore. Foto di Amira Celeste Giudice.

Conflenti: un luogo magico

A Conflenti non ho trovato solamente i luoghi dei quali parlava mio nonno, ma anche i sapori, i suoni, i profumi e tutte le tradizioni della sua terra che lui ha saputo insegnarmi. Mentre camminavo per le strade di questo meraviglioso paesino, ho sentito una varietà infinita di aromi diversi: delle grispelle calde, del miele, dei mustazzuoli, del caffè, della salsa di pomodori e basilico, delle patate e pipi…

Qui la gente parlava il dialetto Cujjientaru e mi facevano ricordare la voce di mio nonno e la sua maniera particolare di parlare. Camminando per tutti i vicoli e le piccole viuzze che lo hanno visto crescere ho bevuto l’acqua fredda delle fontane dove beveva lui. Mi sono fermata a sentir suonare l’organetto di giorno e di sera e ho visto come si diverte la gente nei giorni di festa. Le stesse piante che mio nonno coltivava nel suo piccolo orto lontano dal suo paese le ho ritrovate proprio qui: vite, fico, cirasa, noce e tante altre.

Partecipando alla festa della Madonna della Quercia, i miei occhi si riempivano di lacrime ogni volta che ero di fronte a Lei. Parlando con moltissime persone, ho ascoltato tante storie diverse. Poi ho guardato le stelle brillare nella notte azzurra mentre guardavo le luci della Querciola e ho visto come la luna si nasconde dietro le montagne dopo le due del mattino. Ho visto il sole tramontare dietro la cima del Monte Reventino. Infine ho anche sentito la brezza del vento e il rumore del fiume. In poche parole, ho scoperto Conflenti con tutti i sensi e mi sono innamorata di questo bellissimo paese.

Amira Celeste Giudice

Autore: Amira Celeste Giudice

Sono di origine italiana, nata in Argentina e abito a Buenos Aires. Traduttrice Giurata inglese spagnolo e Professoressa di lingua inglese per vocazione. Sono molto curiosa e appassionata: amo la cultura, le lingue, la fotografia e la natura. Mi affascinano i libri, posso passare un giorno intero a leggere. Mi godo le piccole cose di ogni giorno come ascoltare il suono della pioggia, guardare le stelle o sentire il profumo di una rosa. Sono appassionata di giardinaggio e, nel tempo libero, mi piace curare il mio giardino. Adoro viaggiare e scoprire cose nuove. Il mio posto preferito nel mondo è Conflenti, la terra di mio nonno. Credo nella bellezza dei miei sogni.

Un sogno che diventa realtà – Conflenti, la terra delle mie radici ultima modifica: 2017-09-25T14:08:33+00:00 da Amira Celeste Giudice

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